Gli occhiali di Freud e come guardare l’OCSE-PISA 2012

in Studi e ricerche

di Vittoria Gallina | del 02/12/2013 |commenta

Gli occhiali di Freud e come guardare l’OCSE-PISA 2012
Freud assisteva a un convegno di metodologia clinica, ascoltava con cura gli interventi e continuava a pulirsi gli occhiali, così almeno lo presenta E. Jones nella sua biografia. A qualcuno che, a un certo punto, gli chiese: “perché continua a pulirsi gli occhiali e non prende la parola?” Freud rispose: “Prima di guardare bisogna pulire bene gli occhiali, ma poi bisognerà pure guardare”. L’implicita polemica contro gli eccessi del metodologismo è evidente, ma l’invito a definire bene che cosa e con quali strumenti osserviamo i nostri oggetti di studio è molto importante. Il giorno prima che escano i dati OCSE PISA (2012) riflettiamo su un dato strategico su cui focalizzarsi: vincono i paesi che “garantiscono ad ogni studente la possibilità di realizzare le proprie potenzialità”.



Il 3 dicembre l’OCSE renderà disponibili i risultati dell’indagine PISA 2012 (65 i paesi partecipanti), nella stessa data l’Invalsi, che è responsabile dell’indagine in Italia, presenterà il rapporto italiano. Per prepararsi affrontare dati e interpretazioni, c’è un punto importante su cui soffermarsi a riflettere “a priori”: i risultati non devono essere letti solo nei punteggi conseguiti nei test, infatti negli ultimo rapporti i sistemi scolastici più efficaci appaiono quelli in cui, non solo gli studenti sono bravi, ma anche quelli che garantiscono a ogni studente la possibilità di realizzare le proprie potenzialità.

A partire dal 2000 – in successivi round di rilevazione – PISA fornisce informazioni estremamente importanti sui livelli di competenza che raggiungono i giovani a 15 anni di età (il campione viene selezionato nelle istituzioni formative e riguarda i ragazzi che, nei vari paesi, stanno completando il ciclo d’istruzione obbligatoria, in genere si trovano a frequentare o hanno frequentato il primo anno della secondaria di secondo grado). Il focus di queste indagini è puntato sulle competenze di comprensione della lettura Literacy/Reading literacy e di Matematica, ma anche di Scienze e, nell’ultimo round, di Problem solving. Ogni round ha uno specifico focus di rilevazione, anche se lo studio riguarda, ogni volta, gli altri ambiti.


Tabella sul focus delle rilevazioni PISA dal 2000 al 2012

Il rilascio dei risultati – che avverrà domani 3 dicembre 2013 – concentrerà l’attenzione su:
- la comparazione dei punteggi medi raggiunti dai vari paesi;
- la vicinanza/lontananza dai paesi che si collocano al top delle graduatorie;
- gli “outcomes” dei vari sistemi di istruzione.

Per preparare e seguire il dibattito complessivo che si aprirà nei prossimi giorni e che, in una prima fase, accenderà i riflettori sull’insieme dei dati comparativi, ci sembra utile seguire l’invito del dott. Freud e quindi, pulire bene i nostri occhiali e fare chiarezza su cosa andiamo a guardare in quest’ultima indagine.

Definizione degli ambiti principali del V ciclo dell’indagine PISA:

1) “Competenza matematica” è considerata la capacità di utilizzare i linguaggi formalizzati della matematica, di darne rappresentazione mediante formule, figure ecc., in diversi contesti. Si tratta della capacità di ragionare utilizzando concetti, procedure, dati e strumenti di carattere matematico per descrivere, spiegare e prevedere fenomeni.
È una competenza essenziale, che sostiene gli individui nell’operare valutazioni e nel prendere decisioni nel corso di attività che impegnano i cittadini nella vita quotidiana e nella partecipazione sociale.

2) “Competenza di problem solving” è la capacità di mettere in atto i processi cognitivi necessari per comprendere e risolvere situazioni problematiche la cui soluzione non è immediatamente evidente. Questa competenza comprende la volontà e la capacità di confrontarsi e di mettersi alla prova al fine di realizzare le proprie potenzialità e le proprie aspirazioni.

3) “Financial Literacy” si riferisce a conoscenze e capacità di comprensione dei concetti di carattere finanziario, accompagnate da abilità, motivazione e fiducia nei propri mezzi per poter applicare queste conoscenze e prendere decisioni adeguate in contesti di carattere finanziario; per migliorare il proprio benessere e quello della comunità di riferimento e per consentire una partecipazione consapevole alla vita economica.

Strumenti di rilevazione:
- Test relativi agli ambiti di indagine;
- Questionario studente;
- Questionario genitore;
- Questionario scuola.

Nell’annuncio del nuovo rapporto l’OCSE presenta alcune osservazioni importanti, che saranno la guida alla lettura e all’interpretazione dei dati.
Attraverso le due diverse tipologie d’indagini: quelle rivolte agli adulti (PIAAC) e quelle rivolte ai quindicenni (PISA), l’OCSE mette in campo dati che coprono una popolazione che va dai 15 ai 65 anni e che, nelle fasi successive, offrirà la possibilità di “leggere trend generazionali e trend di politiche economiche, sociali e formative” (per fare un esempio, nel campione PIAAC troviamo i quindicenni di PISA 2000 nella fascia dei 26-27 anni, quelli di PISA 2003 nella fascia 23-24 anni, quelli di PISA 2006 nella fascia 20-21, fino ad arrivare ai 17-18 anni di PIAAC per i dati PISA 2009).

I paesi “Strong performers” in education, così come risultano da PISA 2009, sono paesi ed economie che hanno dimostrano di essere capaci di garantire le abilità più elevate ai propri studenti, ma bisogna notare che questi studenti “forti” si trovano in paesi e in aree del mondo molti diversi (Canada, Finlandia, Hong Kong-China, Giappone, Corea, Nuova Zelanda e Shanghai-China), appartenenti a culture, tradizioni e livelli di sviluppo differenti.
Tutti questi paesi, secondo le indicazioni dell’OCSE, hanno dei tratti in comune:
- la fiducia nelle potenzialità dei loro studenti;
- la sfida dell’istruzione, vissuta come un’opportunità dai politici, dagli educatori, dalle famiglie e dai ragazzi.

Al di là dell’enfasi retorica, c’è un dato importante su cui riflettere: i risultati non devono essere letti solo nei punteggi conseguiti nei test, infatti i sistemi scolastici più efficaci appaiono quelli in cui, non solo gli studenti sono bravi, ma anche quelli che garantiscono ad ogni studente la possibilità di realizzare le proprie potenzialità: Canada, Estonia, Finlandia, Hong Kong-China, Islanda, Corea e Liechtenstein.
Questi paesi che nel 2009 hanno performance sopra la media in Reading literacy, e sono anche “i paesi in cui l’impatto del background socio economico familiare è meno pesante”, rispetto a quanto accade negli altri paesi. Il tema dell’equità è un tema su cui OCSE sta lavorando proprio a partire da PISA 2009 (focus n. 34).
Poiché PISA, è un’indagine ricorrente, evidenzia che “dal 2000 al 2009 alcuni paesi hanno migliorato le loro performances” (per esempio: Albania, Brasile, Cile, Germania, Ungheria, Indonesia, Israele, Korea, Lituania, Liechtenstein, Perù, Polonia e Portogallo).
Si tratta di paesi con storie e caratteristiche molto diverse, quindi ogni paese potrebbe migliorare i propri risultati.

Questo l’ottimistico auspicio con il quale l’OCSE sollecita l’interesse verso il rapporto PISA 2012 che uscirà domani.


Per approfondire:
www.invalsi.it, indagini internazionali
www.oecd-ocde, PISA 2012


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Immagine in testata di Pong / Freedigitalphotos.net (licenza free to share)

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