Numero 99

Indice

Sebastiana  Fisicaro, Chissà, chissà, Domani! 

Fiorella Farinelli, Laboratori linguistici e integrazione

Giuseppe  Cappello, L’unico autentico liceo del Made in Italy

Mario Fierli, Uno strano oggetto: il liceo del made in Italy

Rita Bramante, La crisi socio-ecologica. Migrazioni ambientali e climatiche 

Presentazione

Chissà, chissà, Domani!, questo è il titolo del testo di S. Fisicaro che, con una serie di riferimenti puntuali, espone quanto andrebbe (andrà?) fatto per utilizzare in modo efficace le risorse che l’azione  NEXT GENERATION CLASSROOM  stanzia per la trasformazione di almeno 100.000 aule in ambienti di apprendimento innovativi, euro 1.296.000.000,00 nel Piano Scuola 4.0 (decreto n. 161/ giugno 2022). Le rilevazioni Invalsi  dovrebbero guidare sia la fase esplorativa, per l’allocazione delle risorse, sia l’analisi qualitativa/quantitativa dei vari aspetti, in cui si evidenziano i divari sociali e territoriali che, purtroppo, rendono vane le aspirazioni a garantire a tutte e tutti una scuola aperta e accogliente, capace di ridurre  fenomeni di abbandono implicito ed esplicito. Interessanti ed utili le osservazioni su che cosa significhi oggi progettare interventi per la scuola in relazione alle metodologie di lavoro ma soprattutto  alle misure di “accompagnamento” che andrebbero/andranno attivate. Eccesso di ottimismo o piuttosto un doveroso richiamo alla serietà nella scrupolosa attuazione degli impegni assunti?  

F.Farinelli, in Laboratori linguistici e integrazione,  richiama quella che ormai è  una consuetudine diffusa nel nostro paese di far  utilizzare le vacanze estive  per ampliare  e migliorare il patrimonio linguistico degli studenti, attraverso soggiorni all’estero e frequenza di corsi integrativi. Ma questa è una fotografia “realistica”, rappresentativa  della popolazione studentesca italiana oggi, specie in zone del paese in cui il tasso di immigrazione è una caratteristica significativamente in crescita? Il testo chiarisce bene cosa significhi insegnare una L2 a ragazzi, che frequentano la scuola in un paese di immigrazione, per garantire loro la padronanza necessaria  per muoversi in un universo comunicativo complesso, tenuto anche conto dei ritardi del nostro sistema istituzionale nel formare docenti  veramente competenti in questi specifici settori, (la vicenda della classe di concorso A23 e il numero  esiguo di insegnanti formati disponibile, la dice lunga). A Verona, città e provincia, si fanno da anni  corsi estivi  e non solo di italiano lingua 2 , che ormai oggi  sono frequentati da un migliaio di studenti.   Il rapporto del CESTIM ( Centro Studi Immigrazione ) documenta bene il lavoro sistematico, metodologicamente  e scientificamente ben sostenuto che presenta un modello importante sia dal punto di vista organizzativo che del suo  contributo alla costruzione  e consolidamento,  sul territorio, di opportunità multiculturali inclusive, non estemporanee o episodiche. 

La proposta di riforma estemporaneamente lanciata dal governo, circa  la realizzazione di un liceo del Made in Italy  ha , giustamente , provocato reazioni nel mondo della scuola, abbiamo già iniziato a pubblicare contributi sul tema, per capire meglio cosa significhi effettivamente una di riforma di questo tipo. Due nuovi articoli  intendono stimolare altri spunti di riflessione. G. Cappello, L’unico autentico liceo del Made in Italy, lancia una provocazione e ci porta a rileggere le ragioni che, in momenti storici  lontani e meno lontani, hanno visto problemi e  offerto illusorie soluzioni, mentre continuano a attorcigliarsi in discorsi spesso oscuri o superficialmente lineari, in un paese che non riesce ancora a misurarsi con le necessità sociali e culturali di una scuola democraticamente aperta a tutti e tutte.  In  Uno strano oggetto: il liceo del made in Italy, M.Fierli, smonta il “meteorite”,ne rivela la matrice ideologica e la “struttura spuria”: liceo dei Prodotti italiani”. Si tratta di un velleitarismo tutto ideologico che non tiene  conto di quanto si potrebbe, si può fare se si valorizzano le potenzialità di un sistema formativo, che dovrebbe accompagnare formazione culturale e professionalizzante in percorsi di ricerca e studio di livello post-diploma accademici e non, come accade in tutti i paesi con cui ci confrontiamo. L’analisi del decreto, in cui il nuovo liceo viene proposto, accavalla e confonde vecchie e nuove forme   di organizzazione scolastica , che  fin dalla presentazione, sembrano preludere piuttosto al solito confuso pasticcio … made in Italy . Di questo abbiamo bisogno?

La crisi socio-ecologica. Migrazioni ambientali e climatiche di R. Bramante articola in due paragrafi, ben argomentati e ricchi di puntuali informazioni scientificamente fondate, Poco tempo per contrastare il cambiamento climatico  e Eco-migrazioni e diritti negati, la crisi, che in presenza di un cambiamento climatico sempre più evidente nelle nostre vite, rende non più rinviabili  le necessarie trasformazioni  del nostro vivere, pensare e scambiare esperienze culturali e sociali. Mette sotto osservazione lo “spreco”, che caratterizza il vivere nel pezzo di mondo che  noi abitiamo, e indica come il problema delle eco-migrazioni e la lotta contro la negazione dei diritti siano gli impegni attuali per i cittadini di oggi, soprattutto se sapranno farsi carico di garantire la “sopravvivenza” per chi viene dopo di noi.